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Primavera non bussa lei entra sicura, /
come il fumo lei penetra in ogni fessura, / ha le labbra di carne / i capelli di grano, / che paura , che voglia , che ti prenda per mano / che paura, che voglia, che ti porti lontano! Se Laura, Susanna, Debora e Maria vanno a cena fuori, si chiameranno l'un l'altra Susanna, Debora, Laura e Maria. Se Mario, Luca, Carlo e Giorgio vanno a cena fuori, si rivolgeranno affettuosamente l'un l'altro come 'Ciccione', 'Testa di c*', 'Buffone', e 'Godzilla'. A cena fuori 4 Uomini a cena fuori: anche se il conto è di 80 mila lire,ognuno tirerà fuori 50 mila lire e dirà che non ha tagli minori, e non vorrà il resto. 4 donne a cena fuori: quando arriva il conto, compare la calcolatrice. Soldi Un uomo pagherà 5 mila lire per un oggetto che ne vale 2 mila, se lo vuole. Una donna pagherà 2 mila lire per un oggetto che ne vale 5 mila, che non vuole. Bagno Un uomo ha in media 6 oggetti nel bagno: uno spazzolino, un dentifricio, una schiuma da barba, un rasoio, un sapone e un asciugamano dell'Holiday Inn. Una donna ha in media 337 oggetti, la maggior parte dei quali un uomo non riesce a identificare. Discussioni Una donna ha l'ultima parola in ogni discussione. Qualsiasi altra cosa un uomo dice è l'inizio di una nuova discussione. Futuro Una donna si preoccupa del futuro finché non trova un marito. Un uomo non si preoccupa mai del futuro finché non trova una moglie. Successo Un uomo di successo è colui il quale guadagna più di quanto sua moglie sia in grado di spendere. Una donna di successo è quella che trova quest'uomo. Matrimonio Una donna sposa un uomo sperando che cambi, e lui non cambierà. Un uomo sposa una donna sperando che non cambi, e lei cambierà. Vestirsi bene Una donna si veste bene per fare shopping, dare acqua alle piante, buttare la spazzatura, rispondere al telefono e prendere la posta. Un uomo si veste bene per i matrimoni e per i funerali. Naturalezza Gli uomini si svegliano dello stesso aspetto con il quale sono andati a dormire. Le donne in qualche modo si deteriorano durante la notte. Prole Una donna sa tutto dei suoi bambini: appuntamenti dal dentista, migliori amici, sogni, incubi, paure e speranze. Un uomo è vagamente a conoscenza di una persona bassa nella casa. Pensiero del giorno Ogni uomo sposato dovrebbe dimenticare i propri errori: non c'è ragione perché due persone ricordino le stesse cose. Riporto dal n. 181 di Focus, la seguente lettera di contestazione di una multa per eccesso di velocità, c'è realmente da piegarsi in due dal ridere. La frase che rimane sulle mie labbra, dopo attenta lettura è: "SANTO SUBITO SANTO SUBITO!" "Egregio signor Giudice, ho visto perfettamente il segnale di limite di velocità: era bianco con bordo rosso e portava all'interno ben visibile la cifra 50, senza alcuna altra indicazione di unità di misura. Lei ben sa che il Regio Decreto 23 agosto 1890, n. 7088, rende obbligatorio l'uso del Sistema Metrico Decimale in Italia, e che la Direttiva del Consiglio CEE del 18 ottobre 1971 71/1354/CEE modificata il 27 luglio 1976 (76/770/CEE), ratificata successivamente dal governo italiano, prevede l'obbligatorietà di applicazione di tale sistema. Orbene, per tale sistema metrico, le unità di misura da considerarsi sono, per la lunghezza il metro, e per il tempo, il secondo. Di conseguenza, signor Giudice, risulta evidente come l'unità di misura della velocità debba legalmente considerarsi il metro al secondo. Non oso neppure immaginare che il Ministero preposto non applichi le leggi della Repubblica! Pertanto, per quanto sopra esposto, 50 metri al secondo corrispondono esattamente a 180 km/h. La Polizia Stradale afferma che la velocità della mia vettura - rilevata da apparecchiatura elettronica omologata - era di 177 km/h, e questo non lo contesto. Semplicemente, faccio rilevare che viaggiavo a 3 km/h al di sotto del limite autorizzato. Per quanto sopra esposto, chiedo l'annullamento della contravvenzione e la restituzione della patente. Distinti saluti." << Sai, devo dirti una cosa, adesso che non ci vediamo da un pò.Quella sera in cui non rispondevo al telefono... Quella sera in cui abbiamo litigato e tu mi accusavi di non essere sincera, e che non ti stavo dicendo la verità.... Quella sera ... effettivamente ero con un mio ex. Ma ti giuro che non abbiamo fatto niente >> .... e poi ti accusano di essere egocentrico... ... e poi ti accusano di essere precipitoso.... ... e ti senti dire che "ti starai sbagliando! non è cosi', vedrai!" Quando la tua ex, al telefono, confessa queste cose... è il caso di dichiarare il 4 Maggio "Sant'Akuma della Lungimiranza". Adesso non sa più di niente, gli animi sono più tranquilli , e ognuno va per la sua strada. Qualche mese fa, però, la scrissi di getto, dopo aver visto un misterioso ringraziamento pubblico sul suo blog a quello che era il suo ex ragazzo, prima di me Due click ed è l'alba,Una fotografia,
Uno strano gemito, in fondo al mio cuore, Si apre il tuo blog.con l'immagine tua. Poi sento un brivido, ma non è Amore. Allora cos'e' che mi fa rosicare, Leggendo questo tuo ultimo scritto? Forse che rivedo i tuoi occhi , belli come il mare, o forse il fiume dei pensieri,che riprende a tumultare? Al suono del suo nome, i tuoi occhi brillavano. Al ricordo del tuo ex, rovinavamo l'atmosfera. Ti imbambolavi, i ricordi viaggiavano, e io m'incazzavo: rovinata un altra sera! E diventavo sospettoso, ti chiedevo perchè, e tu falsa come poche, rispondevi piccata, "ma stai scherzando? Mi chiedi perche'?" "e' solo un ricordo, di una vita passata! "Ma no Tesoro, non è Amore!" "e' che mi ha fatto male, e non riesco a dimenticare!" "Amo solo te, se non l'hai capita!" "Lui è un ricordo, TU sei la mia vita!" A 'ste stronzate, non riuscivo a credere mentre un po' alla volta m'innamoravo. Era una cosa che non mi faceva dormire Po' mai esse che ami me, ma pensi a quel somaro?? Tempo dopo, t'ho lasciata sulla base del solo sospetto che in futuro m'avresti cornificato. Una telefonata e vaffanculo, io non aspetto che punisci anche tu, questo cuore già flagellato. sette giorni dopo, ripasso sul tuo spazio E che gioia leggere quelle parole. Stai tornando insieme al tuo ex ragazzo Altro che "Rime, cuore, tesoro e amore" Io cho visto lungo e t'ho mollata, quando ancora non faceva male, bella mia, perchè a me, m'hanno sempre insegnato che l'occhi so' lo specchio dell'anima, ...e cosi' sia. ps.: "e cosi' sia" è una frase che ho cambiato io. La frase originale mi è sembrata troppo cattiva. pps.: Maria, prendila sportivamente, eh? :)
Akuma Dixit -
- commenti - Archiviato in poesie, humor, donne e rimorchio E con questa tua visita siamo a *loading*! Io non devo ascoltare più Gigi d'Alessio. Apri le braccia adesso, Ad un certo punto, l'mmancabile Karaoke ha cominciato a suonare le note di "Adagio" di Lara Fabian. Io: "Cazzo... questa è Lara Fabian!" Novella "Chi è?!" Ragazzo di Novella "Mai sentita..." io: "...ma come "mai sentita"!! è una specie di Angelo in terra! non avete mai sentito Lara Fabian?" Sguardi eloquenti come a dire "Mai coperta". io: "Vabeh... dovreste ascoltare almeno "Adagio", cantata da lei. E' divina, una voce assolutamente incredibile..." E mentre decantavo gratuitamente le lodi di questa superba cantante, il karaokista di turno iniziava a "cantare". O almeno ci provava. La mia faccia compiaciuta dall'attesa di ascoltare questa canzone bellissima muta velocemente non appena sento i ragli dell'animale che stava inesorabilmente sporcando le note della divina. Novella mi guarda. La sua faccia dice espressamente "Sarà un Angelo in terra.. ma dev'esse caduta de faccia..." Le stonature hanno reso vani i miei sforzi di far capire ai miei amici cosa è davvero "saper cantare". Ci riprovo da qua: Quello qua sotto è "Je suis Malade". ( occhio alla parte a cappella!) Una sua interpretazione poco conosciuta in Italia. Buona visione! Non gli ho chiesto il permesso di trascriverla dal suo blog, ma sono sicuro che non sarebbe contrario. La riporto qui perchè mi ha fatto sorridere, come tutti i suoi scritti del resto, e pensare. La verità è la fuori. O forse è qui, mischiata in mezzo a noi. Non ce la faccio a credere che siamo soli. Incontri Ravvicinati. Roma, Trigoria – Tenuta Vaselli 22:30 Era la fine di una lunga giornata di lavoro, dopo aver passato la serata come al solito tra letture, computer e musica decido che ormai è quasi tempo di coricarmi. Fuori è buio, e solo le stelle ed una parte dei lampioni del mio viale, tentano di respingere le tenebre che si addensano all’esterno della casa. Quella sera ero strano, sentivo una sensazione come di disagio addosso, come se ci fosse stato qualcuno a spiarmi, ad osservare i miei movimenti, come se ci fosse stata una presenza a scrutarmi di nascosto, senza che io a mia volta riuscissi a vederla. Tanto era forte questa sensazione che mi trovai a girarmi di scatto un paio di volte per guardarmi dietro, ma niente. Dovevo rilassarmi, forse tutto lo stress del lavoro che tengo ad accumulare dentro (data la mia indole) alla fine si fa strada fuori di me inconsciamente dandomi questo senso di ansia. Così vado al frigo, prendo una bottiglia di coca, e mi sparo una trangugiata a garganella; rutto, cerco l’accendino (che non trovo) quindi vado ai fornelli, li accendo e mi ci accendo una sigaretta. Appoggio la schiena al ripiano cottura e tiro su un paio di boccate che mi danno un po’ di relax. Fatto ciò inizio a camminare un po’ per la stanza, se fumo e sto fermo fumo male. Mentre cammino butto un occhio allo specchio, e guardando il riflesso mi immagino di vedere qualche strana figura sbucare dietro di me (tanto sto in paranoia quella sera), alla fine spengo la sigaretta e mi appropinquo alla camera da letto. Per arrivarci sono costretto a passare davanti al ritratto di una bambina che sta incorniciato vicino al cesso. La stronzetta mi guarda fisso con una faccia che non promette niente di buono, mela spizzo un attimo con lo sguardo di Cino quindi alzando la mano di sguincio a paletta e la mando a fare in culo. “Ce manchi solo te stasera eh?” Entro in camera da letto. Nel letto la sensazione di disagio non si affievolisce, anzi, aiutata dall’oscurità, aumenta . Per completare poi il mio splendido stato d’animo ci si mette pure un vento gelido a soffiare fuori dalle imposte, quei venti dal film dell’orrore che sembrano una mandria di lupi in calore. “Pefetto…” dico tra me e me, e penso quasi di dormire con la luce accesa quella sera. Poi ci ripenso, l’ultima volta che ho dormito con la luce accesa è stato mentre leggevo "L’ombra dello scorpione" di Stephen King almeno otto anni prima. Imparanoiato comunque, quella notte, ogni ombra sembra una figura, ogni rumore mi fa saltare. Mi costringo a tenere gli occhi ben serrati e a divagare con la mente su cose ben più piacevoli per rilassarmi. Alla fine cado tra le braccia di Morfeo, ma è un sonno ad intervalli agitato, leggero. Mi giro mi rigiro, a metà notte mi trovo perfettamente sveglio di colpo, e la sensazione di disagio e di essere osservato è così forte che ho quasi paura a muovermi. Sto in tensione ed ogni movimento è accompagnato da uno scricchiolio del mio corpo, come fosse di legno, tanta è la tensione che ho dentro. Sono sdraiato pancia in su nel letto, la stanza è stranamente illuminata, riesco infatti a vedere chiaramente tutti i mobili e gli oggetti, l’armadio, i comodini, la Tv spenta. Tanto che mi chiedo da dove venga tutta questa luce, visto che di solito se mi sveglio nel cuore della notte non vedo proprio nulla. Con uno sforzo di volontà giro la testa a sinistra, e non c’è niente, la testa a destra, niente, dandomi dello scemo, chiudo gli occhi e mi giro con tutto il corpo verso il lato sinistro del letto, affondo bene la guancia nel cuscino, riapro gli occhi E mi trovo il suo volto a 5 cm dal naso. Ha un enorme testa bianca, e due occhi tutti neri grandi come palle da biliardo che mi fissano inespressivi. Il mio cervello in una frazione di secondo associa la figura alla razza aliena conosciuta con il nome di Grigi. Quindi l’ipofisi inizia a pompare a piene canne l’ormone della cacarella nel mio culo ed in un micron di secondo mi fa compiere in sequenza le seguenti azioni: 1) Urlo risucchiato (L’urlo risucchiato non è quello in cui si espira l’aria di botto ed esce un suono potente tipo:AAAAAAH! Ma un urlo misto sorpresa e terrore che si attua Inalando l’aria e facendola sbattere contro l’ugola, ed esce fuori come un: IIIIIIIIIIIIIIH!!!! (strozzato) 2) Spinta con potenza sovrumana della coperta sopra di me oltre il mio corpo 3) Balzo felino fuori dal letto alla velocità del suono 4) Corsa per la vita. Schizzo fuori dal letto senza nemmeno guardarmi indietro (Io sono quello che dice sempre che vorrebbe avere un Contatto con esseri da altri mondi) Corro come se avessi il fuoco al culo, mi avvicino alla porta di intersezione tra cucina e salone ed un brivido mi gela il sangue…L’ho chiusa a chiave quella sera? Spesso lo faccio…mi lancio nel buio totale sulla maniglia, l’abbasso…SI APRE!!! DIO SIA LODATO!!! Entro in salone, e con una botta di reni cerco di rallentare per accendere la luce, il salone è pieno di insidie ed è buio pesto. La mia mano batte sull’interruttore, la luce si accende, ma tanto sto in velocità che il contraccolpo della frenata fa si che la mia mano accenda solo per un secondo la luce e la rispenga subito dopo. “STICAZZI DELLA LUCE” penso, e continuo a correre. Vi giuro non lo so come ho fatto ad arrivare in pochi decimi di secondo sulle scale che portano al piano supeiore, senza: Incollarmi il mobile d’orato, ribaltarmi sul divano, schiantarmi sulle colonne, allungarmi sui pesi. Fatto sta che salgo i gradini 4 a 4, arrivo sopra e corro fino alle porte di legno della cucina. Fuori il vento fischia, I cagnetti dentro abbaiano e fanno un casino d’inferno. Sentendomi arrivare a tromba si sono agitati e sembrano due allarmi svociati. Mi appoggio alle assi di legno della porticciola della cucina, ansimante, tremante, stralunato. Il cuore pompa a 3000, e mi sento vibrare come se mi avessero ficcato un vibratore su per le chiappe. Rumore di passi dalle scale…del piano di sopra, è mio padre. “Cazzo è sto casino?” Io sto li che sudo e tremo e non so che dire. “K’hai fatto? Aho K’hai fatto?” “Ehh papà, mesà che…mesà che ce sta qualcuno giù” “A Dà ma che stai a di? Chi ce sta?” “A papà ho visto qualcuno che ne so…stava in camera mia, “Annamo a vedè va.” Poi non lo so perché, sene è uscito: “Ma che hai visto n’alieno?” “Aho ma come fai a sapello? Mesà che era proprio n’alieno…” “LA DEVI DA FINI’ DE ANNA’ AI RADUNI DE UFOLOGIA!!! POI TE IMPRESSIONI E VEDI ALIENI IN CAMERA DA LETTO…” Vabbè, scendiamo, accendiamo tutte le luci, entriamo in stanza, guardiamo ovunque, pure sotto al letto e niente. Mentre torniamo su (quella sera ho dormito in torretta) mi fa: “E comunque non poteva esse entrato…ho messo pure l’allarme stanotte…” E co sta chicca di mio padre ,secondo il quale l’allarme impedisce agli alieni (super tecnologici che superano lo spazio-tempo) di entrare dentro casa, termina la mia avventura. A papà…ma vaff….
..e alla fine ci hai litigato.... stefano scrive (3.04): lo sai come so fatto se me rompi er cazzo mori per la prima volta stefano scrive (3.05): ho avvisato, ma faceva finta de non senti quando je entrato er cazzo ar culo de botto a secco ha ricomicniato a sentì. Akuma - scrive (3.05): sempre fine e delicatissimo, eh? stefano scrive (3.05): eheheh...il lupo perde il pelo "capelli" ma non il pelo "fica" ! Akuma - scrive (3.05): ahuahuauauhuha Quando un soprannome fa scopa con un uomo ![]()
Akuma Dixit -
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